L’anno scorso i francesi Justice sono stati uno dei fenomeni estivi e non solo. La loro D.A.N.C.E. ha letteralmente spopolato ed entusiasmato cosi come il loro album Cross ha ricevuto una caterva di recensioni entusiastiche.
Io, da buon ascoltatore, mi sono procurato il loro album e, dopo qualche ascolto sommario, ho bollato il tutto come fenomeno passeggero montato da “Hype Estivo” (concedetemi il neologismo). Ho buttato il cd nel cassetto (ovvero nella mia cartellina sul PC) in attesa di un improbabile ripescaggio (o famosa seconda chance che, come più volte detto, concedo sempre).
A un’anno di distanza, leggendo il bel Tumbler di Weekendance, mi imbatto nel video del loro pezzo “Stress”.
Beh, amore a prima vista! Il video è splendido e cattivissimo (lo associo inconscuiamente come “impatto” e come “sonorità” a qual capolavoro dei Prodigy che rispondeva al nome di “Smack my Bitch Up”) con quella musica che cresce ascolto dopo ascolto, quel ritmo ossessivo e violento, quel giro epico sul finale… insomma, riprendo l’intero album giusto per rinfrescarmi le idee e vedere se al tempo avevo preso una cantonata e…
…e avevo preso una Mega cantonata.
Il disco è splendido, pezzi a volte tesi, a volte melodici, a volte belli e basta. Come ho fatto a bollarlo la prima volta non so, sta di fatto che i ragazzi sono divini. Disco assolutamente da ballare, da mettere alle feste, da ascoltare con le cuffie a tutto volume.
Grandi Justice, VOTO 7 1/2