Nell’ultima mezzora i due protagonisti hanno la decenza di uscire sul tetto, e lì si assiste a qualche scaramuccia. Il pathos sta sempre a zero, ma mi venga un colpo se i mostri grossi in pieno giorno non sono fighi nonché il motivo esatto per cui ho pagato il biglietto. Sono grossi, sono dettagliati, sono tutt’altro che caserecci, sono tutti pieni di pieghe, hanno piedoni e tentacoloni e la testa a fungo e il raggio attraente con cui ti risucchiano dentro come un aspirapolvere, e sono tanti, ne inquadrano anche due o tre alla volta, buttano giù aerei ed elicotteri King Kong-style, e sono esattamente come Cloverfield speravo che fosse, e ne voglio comprare uno e abbracciarlo tutto il giorno e insegnargli a dire “amico”. Ecco. Ai fratelli Strause non farei dirigere nemmeno il presepe vivente dell’asilo di quartiere, ma a effetti speciali hanno la mia fiducia incondizionata.
In conclusione: il film fa parecchio cagare lo stesso, e vi consiglio al massimo di guardarlo su Italia1 intanto che fate i conti delle bollette. Sorry.